Giorgio De Chirico (1888-1978) – Dieci tavole dedicate all’IRI – Enchères

25,00

Rara cartella completa del 1962 di Giorgio De Chirico con 10 tavole dedicate all’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale).

L’artista interpretò le attività dell’IRI attraverso un originale linguaggio allegorico ispirato alla mitologia classica, trasformando i settori industriali in figure e simboli senza tempo. Giove, Mercurio, Vulcano, Pegaso, Giasone, Aracne e altri personaggi del mito diventano metafore dell’energia, delle telecomunicazioni, della siderurgia, della cantieristica navale, dell’aviazione, delle autostrade e dell’ingegno tecnico italiano.

L’idea nacque dallo stesso de Chirico, come racconta nel testo introduttivo dell’opera, dove spiega di aver preferito rappresentare l’IRI attraverso il mito greco piuttosto che con immagini puramente industriali, affermando che «i grossi complessi finanziari sono il mito del nostro tempo».

Le tavole costituiscono una rara testimonianza dell’incontro tra arte, industria e cultura italiana, rappresentando una delle più interessanti commissioni istituzionali affidate al Maestro negli anni della maturità.

Ogni tavola misura 50,5×41 cm
Sono tutte in ottime condizioni.

Si riporta integralmente il testo introduttivo:

“Il nome IRI, a me pittore e non uomo d’affaires, ricorda la colorata messaggera di Giove, il che non vuol dire che non sappia cosa sia l’IRI anche se mi pare una cosa un po’ complicata. Come fare a non saperlo?
Per il telefono mi devo rivolgere ad una società dell’IRI, la mia banca è una banca dell’IRI, quando feci il viaggio in America la nave era dell’IRI, costruita in cantieri dell’IRI, con acciaio fabbricato dall’IRI.
In aereo non viaggio perché ho paura ma anche gli aerei italiani sono dell’IRI.
Mi piace invece guidare la macchina e se non ho un’Alfa Romeo, che è dell’IRI, è perché fabbrica macchine troppo veloci. A me piace guidare tranquillamente e sono molto contento che vi siano delle autostrade le quali sono dell’IRI.
Ma più della macchina mi piace la televisione. Ho definito la televisione la “spesa di cui non ci si pente mai”, ed anche la televisione è dell’IRI.
A parte il nome, che di per sé era un richiamo alla mitologia greca, quando mi è stato richiesto di fare una serie di disegni colorati dedicati all’attività dell’IRI mi è parso che il modo più poetico e che maggiormente rispondeva al mio modo di sentire ed alla mia ispirazione fosse questo. E d’altra parte oggi i grossi complessi finanziari sono il mito del nostro tempo.
Dopo quanto detto sopra non c’è che elencare i soggetti ed i riferimenti: mi sembrano molto stretti.
Giove con i fulmini può ricordare l’IRI come le industrie produttrici di energia elettrica.
Facile è l’accostamento degli aerei dell’Alitalia al cavallo alato Pegaso. Ed ancora più facile ravvisare nella officina di Vulcano gli antenati della Finsider e della Finmeccanica, come in Giasone che alle falde del Pelio costruisce la prima nave, il precursore della Fincantieri ed al tempo stesso, come navigatore e capo degli Argonauti, della Finmare.
Il lavoro di Briareo e dei Ciclopi non era diverso, seppure più faticoso, di quello dei costruttori delle autostrade o, per ricordare la mia infanzia, dei costruttori di ferrovie, come faceva mio padre che era ingegnere ferroviario in Grecia.
Lavoro ben più sottile, senza arrivare alla tela di Penelope, è quello del tessere, dove l’intelligenza e la mano devono agire di conserva; la metamorfosi di Aracne mi è parsa molto suggestiva.
Il telefono porta da lontano i messaggi a viva voce e l’accostamento al portavoce di Giove era immediato, donde Mercurio messaggero.” Attention Fin des enchères : 2026-08-17 19:11:21

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